Lettera aperta a: PINO DANIELE

Caro Pino,
ho letto la smentita, mi fa piacere notare che ti ritieni figlio di Napoli, che affermi che devi tanto alla tua terra, alla tua città, io dico che gli devi tutto, non tanto, ma non è questo il punto, il punto è un altro, dopo aver appreso la tua appartenenza alla nostra città leggo due righe più sotto “Mi sento un garibaldino, amo Napoli ed il sud più di ogni altra cosa”.
COSA???
Caro Pino,
voglio farti una piccola e semplice domanda: “Ma sai cosa ha fatto Garibaldi coi suoi mille garibaldini al sud e specialmente alla città di Napoli capitale del Regno delle due Sicilie?”
Solo questo, una piccola domanda alla quale spero tu o chi per te voglia rispondere per chiarire definitivamente la tua posizione a riguardo.
Un Napoletano innamorato del sud non può definirsi garibaldino, ma piuttosto BRIGANTE!!!
I mille garibaldini insieme al loro generale hanno saccheggiato le nostre terre, la nostra città, violentato donne, ammazzato bambini, preti, uomini, ci hanno spogliato e chi si ribellava anziché essere definito partigiano veniva additato col nome di BRIGANTE! Dopo tutto ciò una volta espropriato case e terre ci hanno costretto ad emigrare… Come dice nella sua canzone Malaunità Eddy Napoli: “Primma Brigante e doppo emigrante”!!!
Se tu ammetti di ignorare tale storia (non è una colpa) se lo comunichi ai Napoletani allora dimostrerai di essere veramente un FIGLIO DI NAPOLI.
Ti consiglio di leggere Malaunità, un libro di vari autori, di leggere Terroni di: Pino Aprile, in questi due libri troverai la storia del saccheggio del sud, la verità sui briganti.
Chi cantava Terra mia, Napule è, E cerca ‘e me capì nun po’ essere garibaldino… tu sì Brigante Pinù, ma nunn”o ssaje….

Con affetto verso un grande musicista.

Salvatore Mazzella

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Informazioni su Salvatore Mazzella

Nasco nel Regno delle due Sicilie e precisamente nella capitale, Napoli, era il 23 Marzo del 1971, comincio subito a "rompere" i timpani di mia madre con la batteria...di pentole, mamma poverina decise di regalarmi una chitarra che dava meno fastidio al suo udito, negli anni ho cominciato ad innamorarmi di questo meraviglioso strumento, sono un autodidatta che ha chiesto "consigli" su come domarla, a vari maestri, tra cui Vincenzo Neri e Ciro Perris, ho cominciato a scrivere canzoni ed a partecipare a concorsi canori, ho partecipato a trasmissioni televisive come interprete della musica di Pino Daniele, negli anni sono cresciuto e mi sono avvicinato alla musica della mia terra, "saccheggiando" il repertorio che è stato di grandi maestri come Mario Abbate, Sergio Bruni, Aurelio Fierro, Roberto Murolo, Massimo Ranieri ed il mitico Eddy Napoli. Ne divento interprete in serate dal vivo con chitarra e mandolino oppure in gruppo. La canzone napoletana ti cambia la vita, la interpreti, la vivi, la domi e sei domato, spero che questa mia passione possa ancora durare a lungo, mi accontenterei di viverla fino a che sarò tra voi.. Vedi tutti gli articoli di Salvatore Mazzella

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