PINO DANIELE: «Garibaldino significa: Irruento e generoso, talvolta irriflessivo».

Ricevo in risposta alla “Lettera aperta a Pino Daniele” una mail dello staff del cantautore Napoletano, ci tengo a scrivere Napoletano perché dalla risposta capisco che cosa voleva intendere Pino quando si è definito Garibaldino, scrive: “Il significato di quella parola è solo questo, forse è stato sbagliato nel modo usato, ma è solo questo…: Irruento e generoso, talvolta irriflessivo.
come potete trovare nel significato di Garibaldino nei vari dizionari”.

Pino, quindi, credo vada “riabilitato” tra i Napoletani.
Questa risposta mi fa capire che continua ad amare Napoli più di ogni altra cosa, proprio come aveva detto nella smentita all’intervista, l’unico rammarico, è che anche Pino come gran parte dei meridionali ignora (ignorava credo ora) cio che Garibaldi, i garibaldini e il maledetto Savoia con la collaborazione di Cavour ed altri carnefici come Cialdini hanno fatto ai danni del Regno delle due Sicilie, la storia che ci hanno insegnato a scuola ci descriveva e ci dipingeva questi personaggi come eroi, come padri fondatori della Patria e dell’Italia unità, giustamente la storia la scrive chi vince, e chi ha vinto ha fatto sì che passasse questo messaggio che dopo 150 anni è ancora radicato nella mente e nella cultura delle persone, anche quelle del sud, tanto che come dice Pino il significato della parola “Garibaldino” che si trova nei dizionari Italiani è distorto, perché anziché significare: Violentatore, Ladro, Saccheggiatore, Carnefice, significa invece: Irruento e generoso, talvolta irriflessivo!!!
Dobbiamo quindi lottare affinché la verità storica venga alla luce, affinché venga riconosciuto il furto fatto ai danni del sud e di Napoli capitale del Regno.
Ritornando a Pino, credo e spero che adesso voglia documentarsi ed apprendere la vera storia e di mutare il “Garibaldino” in “BRIGANTE”.
Come saluterebbe lui: Stateve bbuono guagliù.

Salvatore Mazzella

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Informazioni su Salvatore Mazzella

Nasco nel Regno delle due Sicilie e precisamente nella capitale, Napoli, era il 23 Marzo del 1971, comincio subito a "rompere" i timpani di mia madre con la batteria...di pentole, mamma poverina decise di regalarmi una chitarra che dava meno fastidio al suo udito, negli anni ho cominciato ad innamorarmi di questo meraviglioso strumento, sono un autodidatta che ha chiesto "consigli" su come domarla, a vari maestri, tra cui Vincenzo Neri e Ciro Perris, ho cominciato a scrivere canzoni ed a partecipare a concorsi canori, ho partecipato a trasmissioni televisive come interprete della musica di Pino Daniele, negli anni sono cresciuto e mi sono avvicinato alla musica della mia terra, "saccheggiando" il repertorio che è stato di grandi maestri come Mario Abbate, Sergio Bruni, Aurelio Fierro, Roberto Murolo, Massimo Ranieri ed il mitico Eddy Napoli. Ne divento interprete in serate dal vivo con chitarra e mandolino oppure in gruppo. La canzone napoletana ti cambia la vita, la interpreti, la vivi, la domi e sei domato, spero che questa mia passione possa ancora durare a lungo, mi accontenterei di viverla fino a che sarò tra voi.. Vedi tutti gli articoli di Salvatore Mazzella

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