Unità d’Italia… l’altra faccia della medaglia!

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Domenica 21 agosto ho chiuso con un mio concerto di canzoni della tradizione brigantesca di ieri e di oggi una “tre giorni neoborbonica” speciale. Una manifestazione svoltasi nei giardini di Palazzo Mezzacapo (nel centro storico di Maiori) che ha avuto come tema: “Unità d’Italia: l’altra faccia della medaglia”. Convegni, mostre, dibattiti, proiezioni, spettacoli teatrali e concerti in un progetto a cura di Francesco De Crescenzo, con il patrocinio del Comune di Maiori.

Alla serata del 19 di agosto hanno partecipato vari personaggi del movimento Neoborbonico come: Alessandro Romano, Pompeo De Chiara, Vincenzo Gulì e Francesco De Crescenzo che hanno presentato il libro “Malaunità” 1861-2011 centocinquant’anni portati male. Libro scritto da più autori sulla verità storica che ha portato al processo di unificazione d’Italia.
Libro formato da vari capitoli di autori del calibro di Pino Aprile, Lorenzo Del Boca, Gigi Di Fiore, Ruggero Guarini, Lino Patruno e con interventi di Felice Abbondante, Antonio Boccia, Pompeo De Chiara, Gennaro De Crescenzo, Angelo Forgione, Vincenzo Gulì, Salvatore Lanza, Giuseppe Picciano, Alessandro Romano e Lorenzo Terzi, all’interno del libro il cd di Eddy Napoli contenente due inediti, “Suonno ‘e libertà” e “Malaunità”.

Nella serata del 20 invece si è passati all’inaugurazione della mostra di immagini e documenti dal titolo “Briganti: eroi o malfattori?”. Presentazione delle autorità; moderatori Donato Sarno e Francesco De Crescenzo; relatori: Alessandro Romano (curatore della mostra), Vincenzo Gulì (vicepresid. Movimento Neoborbonico) con un intervento sull’economia meridionale prima e dopo l’unificazione italiana.

La serata del 21 ha avuto invece come protagonisti relatori Gennaro De Crescenzo (presidente del Movimento Neoborbonico) Donato Sarno e Pino Marino, che hanno introdotto “Mostra sul brigantaggio” e dibattito (“Il Sud dai primati borbonici alle questioni meridionali”).
Si è assistito poi alla proiezione del docu-film “La terra dei Borbone” a cura di Pino Marino (Daunia Due Sicilie e coordinatore per le Puglie del Movimento Neoborbonico).

In chiusura come dicevo c’è stato il mio concerto “Suonno ‘e libertà” dove tra una incredibile emozione ho cantato aiutato dai cori di Manuela Taranto (che è anche la mia compagna) i brani della tradizione brigantesca di ieri e di oggi… Cantando brani come “Brigante se more” e “Ninco Nanco” di Eugenio Bennato, eseguito un brano inedito sul tema, “Io nun credo” testo di Mario Abbate jr. e musicata da me, emozionandomi anche nell’eseguirla per la prima volta in pubblico, emozione che ha raggiunto il culmine quando interpretando le parole di Salvatore Lanza e suonando le note di Eddy Napoli mi sono cimentato in “Suonno ‘e libertà” canzone dedicata alle vittime del massacro del sud e dell’esercito degli irriducibili soldati del Re Francesco II di Borbone.
Chiudevo il concerto poi con “Malaunità” di Eddy Napoli che è diventata ormai il nostro inno…
Eddy ha saputo racchiudere in circa 4 minuti di canzone gli ultimi 150 di storia… Un lavoro encomiabile, un capolavoro della musica che io ho cercato di eseguire nel migliore dei modi.
Ringrazio Eddy che mi ha dato la possibilità di cantarla su base originale da lui inviatami, base dove addirittura ci sono i suoi cori… Posso dire di aver avuto l’onore di cantare insieme ad Eddy, anche se virtualmente…

Ho vissuto un’esperienza davvero indimenticabile, esperienza che mi ha arricchito, emozionato, reso orgoglioso…

Il mio grazie a tutti i componenti del Movimento Neoborbonico che hanno organizzato la manifestazione e che mi hanno dato l’onore di partecipare.

Salvatore Mazzella

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Informazioni su Salvatore Mazzella

Nasco nel Regno delle due Sicilie e precisamente nella capitale, Napoli, era il 23 Marzo del 1971, comincio subito a "rompere" i timpani di mia madre con la batteria...di pentole, mamma poverina decise di regalarmi una chitarra che dava meno fastidio al suo udito, negli anni ho cominciato ad innamorarmi di questo meraviglioso strumento, sono un autodidatta che ha chiesto "consigli" su come domarla, a vari maestri, tra cui Vincenzo Neri e Ciro Perris, ho cominciato a scrivere canzoni ed a partecipare a concorsi canori, ho partecipato a trasmissioni televisive come interprete della musica di Pino Daniele, negli anni sono cresciuto e mi sono avvicinato alla musica della mia terra, "saccheggiando" il repertorio che è stato di grandi maestri come Mario Abbate, Sergio Bruni, Aurelio Fierro, Roberto Murolo, Massimo Ranieri ed il mitico Eddy Napoli. Ne divento interprete in serate dal vivo con chitarra e mandolino oppure in gruppo. La canzone napoletana ti cambia la vita, la interpreti, la vivi, la domi e sei domato, spero che questa mia passione possa ancora durare a lungo, mi accontenterei di viverla fino a che sarò tra voi.. Vedi tutti gli articoli di Salvatore Mazzella

One response to “Unità d’Italia… l’altra faccia della medaglia!

  • giuseppe annicchino

    la canzone napoletana e tradizionale in genere come strumento non di autocommiserazione e sollazzamento dei buoni sentimenti, ma strumento di conoscenza della smarrita dignità e consapevolezza delle proprie potenzialità da affermare in un prossimo futuro

    viva ‘o Rre !

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