Dio ci liberi dall’Italia!

bandiera crociata

Leggo e ascolto tante cose riguardo alla morte di Ciro Esposito, leggo le dinamiche, le cause che hanno portato al ferimento purtroppo mortale, leggo di attacchi, agguati da parte della tifoseria romanista a quella napoletana, leggo che questo attacco è scaturito dall’odio profondo che gli ultras di entrambe le squadre provano ormai da decenni.

Tutto giusto, quasi tutto giusto, ma…
Non riduciamo tutto il discorso al calcio, alle tifoserie, all’odio sportivo tra di esse!
Il problema è ben più grave ed è stato centrato dall’amico Angelo Forgione!
Il problema non appartiene solo al calcio! Il calcio subisce questa onda di violenza ai danni dei napoletani, l’onda nasce dall’odio che molti, tanti, troppi italiani hanno nei confronti del popolo napoletano!
Ne dobbiamo prendere atto! Quest’anno come non mai Napoli ed i napoletani sono stati il bersaglio preferito di quasi tutte le tifoserie italiane!
Per anni lo stato (“s” minuscola d’obbligo) italiano e la giustizia (?) sportiva con Tosel (giudice sportivo) non hanno fatto niente, eppure i segnali c’erano sempre stati, per anni si è preferito tacere e relegare le offese razziste e territoriali nei confronti dei napoletani come semplici cori da stadio!!!
Non è così! “Oh Vesuvio lavali col fuoco” non è un coro da stadio! E’ chiedere la “grazia” a chissà quale santo di liberarli dai napoletani!
L’Italia mal digerisce la presenza del popolo napoletano, ne teme il confronto, il napoletano ha molte cose da insegnare, lo dice la storia!
Napoli ed i napoletani danno fastidio! Gli italiani lo sanno e gli fanno la guerra!
Sono 154 anni che ormai questa storia va avanti, non un giorno o due.

Dopo anni di lotte e segnalazioni quest’anno si è arrivati alle squalifiche delle curve!
Le chiusure dei settori “popolari” di molti stadi hanno però avuto l’effetto di alimentare ancora di più l’odio verso i napoletan “colpevoli” quest’anno di avere anche una squadra che andava a vincere in molti di quei stadi!

Roma è stata la città e la tifoseria che hanno pagato di più! Hanno avuto prima una curva (la sud) chiusa, poi l’intero stadio ad eccezione delle tribune! Capirete che tutto questo (con la Roma che si giocava lo scudetto) ha dato non fastidio, di più!

Il De Santis (o chi per esso) ha sparato ai napoletani non ai tifosi di una squadra avversaria!

Ieri, ai funerali di Ciro lo stato italiano era assente! Non un solo esponente del governo era presente! Nessuno si è degnato di far sentire la vicinanza del governo italiano, delle istituzioni, c’era “soltanto” il sindaco di Napoli! C’era il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis con Lorenzo Insigne accompagnato dalla moglie e Gianluca Grava, c’era Nino D’angelo un artista “di strada”.

Ciro e la sua famiglia non sono italiani!

Lo stato ha firmato l’esclusione di Napoli e dei napoletani dai suoi pensieri, lo sapevamo già, la conferma adesso è arrivata!

Giorni fa ho scritto che l’unica via di salvezza che vedevo per Napoli era uscire dall’Italia!
Oggi, dopo aver visto i fatti di ieri ne ho avuto la conferma!
L’Italia usa Napoli a suo piacimento, a seconda delle situazioni conviene che Napoli faccia parte o no dell’Italia!
Se ci sono morti di camorra “Sono i soliti napoletani camorristi”!
Se c’è da vincere l’oscar del cinema “L’Italia ha vinto l’oscar”!

Le mie sono considerazioni basate su fatti!

Dio ci liberi dall’Italia!

Salvatore Mazzella

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Informazioni su Salvatore Mazzella

Nasco nel Regno delle due Sicilie e precisamente nella capitale, Napoli, era il 23 Marzo del 1971, comincio subito a "rompere" i timpani di mia madre con la batteria...di pentole, mamma poverina decise di regalarmi una chitarra che dava meno fastidio al suo udito, negli anni ho cominciato ad innamorarmi di questo meraviglioso strumento, sono un autodidatta che ha chiesto "consigli" su come domarla, a vari maestri, tra cui Vincenzo Neri e Ciro Perris, ho cominciato a scrivere canzoni ed a partecipare a concorsi canori, ho partecipato a trasmissioni televisive come interprete della musica di Pino Daniele, negli anni sono cresciuto e mi sono avvicinato alla musica della mia terra, "saccheggiando" il repertorio che è stato di grandi maestri come Mario Abbate, Sergio Bruni, Aurelio Fierro, Roberto Murolo, Massimo Ranieri ed il mitico Eddy Napoli. Ne divento interprete in serate dal vivo con chitarra e mandolino oppure in gruppo. La canzone napoletana ti cambia la vita, la interpreti, la vivi, la domi e sei domato, spero che questa mia passione possa ancora durare a lungo, mi accontenterei di viverla fino a che sarò tra voi.. Vedi tutti gli articoli di Salvatore Mazzella

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