Archivio dell'autore: Salvatore Mazzella

Informazioni su Salvatore Mazzella

Nasco nel Regno delle due Sicilie e precisamente nella capitale, Napoli, era il 23 Marzo del 1971, comincio subito a "rompere" i timpani di mia madre con la batteria...di pentole, mamma poverina decise di regalarmi una chitarra che dava meno fastidio al suo udito, negli anni ho cominciato ad innamorarmi di questo meraviglioso strumento, sono un autodidatta che ha chiesto "consigli" su come domarla, a vari maestri, tra cui Vincenzo Neri e Ciro Perris, ho cominciato a scrivere canzoni ed a partecipare a concorsi canori, ho partecipato a trasmissioni televisive come interprete della musica di Pino Daniele, negli anni sono cresciuto e mi sono avvicinato alla musica della mia terra, "saccheggiando" il repertorio che è stato di grandi maestri come Mario Abbate, Sergio Bruni, Aurelio Fierro, Roberto Murolo, Massimo Ranieri ed il mitico Eddy Napoli. Ne divento interprete in serate dal vivo con chitarra e mandolino oppure in gruppo. La canzone napoletana ti cambia la vita, la interpreti, la vivi, la domi e sei domato, spero che questa mia passione possa ancora durare a lungo, mi accontenterei di viverla fino a che sarò tra voi..

Dieci anni ma… quanta fatica!

Quest’anno si “festeggiano i dieci anni di presidenza di Aurelio De Laurentiis alla guida del Napoli calcio.

In effetti in questo momento per buona parte della tifoseria partenopea ci sarebbe ben poco da festeggiare, molti sono in aperta contestazione col patron del Napoli, lo accusano di essere un presidente che lucra sulla passione di circa 6 milioni di fans nel mondo, lo accusano che è un presidente che non vuole vincere e che è un pappone perché ha acquisito il Napoli dalla curatela fallimentare del tribunale di Napoli aspettando che prima il Napoli fallisse per poi intervenire tirando fuori una manciata di bruscolini per acquisirlo (sob)!

Analizziamo i vari punti di contestazione e cerchiamo di fare luce su ciò che accade in questo preciso momento storico a Napoli!

Punto primo: “Lucra sulla nostra passione”.

Il presidente del Napoli è accusato di lucrare, è parere di numerosissimi tifosi (specie quelli delle curve che non hanno più ricevuto pass e permessi vari per entrare gratis allo stadio) di lucrare ed approfittare sella loro passione, a detta di questi tifosi c’è l’accusa di farsi pagare tutto!
I biglietti allo stadio, gli abbonamenti, e perfino le amichevoli date in TV dalle note emittenti che detengono i diritti per trasmettere le partite degli azzurri!

E’ giusto farsi pagare l’ingresso allo stadio!

E’ giusto farsi pagare gli abbonamenti!

E’ un po’ meno giusto farsi pagare le amichevoli estive per la visione ma se analizziamo bene è una fonte di guadagno anche quella e nessuno impone di acquistare la partita per vederla! Non è obbligatorio e nessun medico lo prescrive di vedere a tutti i costi le amichevoli della propria squadra! Anni addietro non c’erano le televisioni e nessuno si rammaricava d non poter vedere le partite gratis, quindi, a parer mio non è un “reato” farsi pagare per vedere le gare!

Punto due: “Vulimmo vencere”.

Si accusa il presidente di non voler vincere il campionato italiano o la Champions League! Si accusa il presidente di accontentarsi dello scudetto finanziario (i conti del Napoli sono tra i più invidiati d’Europa) e delle briciole come 2 misere “coppette Italia” in 3 anni!

Beh, a parer mio i risultati sportivi del Napoli sono tutt’altro che negativi!

Analizziamoli con calma…

2 anni di serie C1
1 anno di serie B
7 anni di serie A di cui gli ultimi 5 finiti sempre con la qualificazione alle gare europee e con la vittoria delle già citate 2 coppe Italia.

Certo, non si è vinto lo scudetto, ma 2 coppe Italia in 3 anni non sono cosa da buttare! Forse molti si sono abituati a vedere il Napoli che alza questo trofeo!
Ricordo il presidente più titolato del Napoli (Corrado Ferlaino) vinse nei primi dieci anni UNA SOLA coppa Italia e per vincerne un’altra dovette aspettare che a Napoli arrivasse il più grande calciatore di tutti i tempi (Maradona) certo, in accoppiata con lo scudetto è più bella, ma per questo risultato (2 coppe Italia ed 1 scudetto ci vollero ben 18 lunghissimi anni di cui oltre la metà passati a combattere a metà classifica e per evitare la retrocessione!

Tempo al tempo e lo scudetto arriverà, credo che tutti noi firmeremmo col sangue di vincere lo scudetto tra un anno o due! Quindi nu poco ‘e pacienzia nun fa male.

Punto tre: “E’ un pappone”!

Si accusa il presidente di aver acquistato il Napoli dalla curatela fallimentare di Napoli e soltanto dopo lo ha acquisito tirando fuori una cifra irrisoria!

Come in precedenza per gli altri due punti analizziamo…

Il 4 settembre del 2004 De Laurentiis diventa ufficialmente il presidente del Napoli!
Si chiamerà “Napoli soccer” rilevò il titolo sportivo per ben 32 milioni e 700mila euro! questo è uno stralcio della sua prima intervista riportata dalla gazzetta dello sport:

“Ero a Capri e preparai tanti assegni circolari per coprire i 32 milioni e 700mila euro richiesti, feci tutto in prima persona dopo aver visto l’immagine orrenda di quel signore con la pancia grossa (Gaucci, ndr) che voleva comprare il Napoli con 5 milioni. Mi informai e decisi di andare a Napoli, da un notaio. Quando mia moglie scoprì tutto mi diede del pazzo, perché non conoscevo nulla del calcio. Ma io gli risposi che la mia famiglia mi aveva insegnato la passione dei napoletani”.

Il Napoli è stato acquistato per la “modica” cifra di 32 MILIONI e 700 MILA EURO!!! Altro che bruscolini!!!

All’epoca c’erano le offerte di vari gruppi, Gaucci in primis con 5 milioni!
C’era poi l’offerta di De Luca (ex presidente del Siena) che arrivava a 12 milioni
La “AZZURRA” capitanata da Luis Vinicio che arrivava a 6 milioni (esclusivamente esercitando il lodo Petrucci e quindi ripartendo dalla C1)
Ed un gruppo non meglio precisato di imprenditori napoletani che arrivava a 7 milioni!
Negli ultimi giorni ci fu anche l’interessamento di Pozzo (patron dell’Udinese) con un’altra offerta che mi sfugge ma che era abbondantemente sotto di svariate decine di milioni a quella di De Laurentiis!

Ora a mente fredda mi viene da pensare: “Ma come pappone? Ha pagato più di tutti e si è dovuto pure fare due anni di serie C”!

La tifoseria ha poca memoria, dimentica in fretta, dimentica che fine aveva fatto il Napoli, dimentica i campi di Acireale, Gela, Crotone ecc.
Dimentica che abbiamo sofferto per dieci anni minimo prima di arrivare al fallimento!
Dimentica che i campioni che avevamo nel “post Maradona” furono tutti svenduti per potersi iscrivere ai campionati, Alemao, Crippa, Ferrara, Cannavaro, Careca, Zola, Fonseca, dimentica che vivevamo di prestiti e di elemosine di altre squadre, dimentica gli anni di serie B, dimentica Corbelli, Ferlaino e Naldi!

De Laurentiis non è un santone! De Laurentiis non è un tifoso del Napoli e non è il messia, ma di certo non merita di essere trattato come lo si sta trattando!
A Genova la settimana scorsa per la prima di campionato in curva c’era lo striscione che recitava: “Ormai lo abbiamo capito, sei come Lotito”.

Ho amici laziali che mi hanno proposto lo scambio, mi hanno riferito che i tifosi del Napoli sono in preda ad una follia acuta!
Mi hanno detto che loro pagherebbero di tasca propria per vedere i vari Quagliarella, Lavezzi, Hamsik, Cavani, Mertens, Callejon, Higuaìn ecc. mi hanno rimpianto perfino Gargano (contestatissimo a Napoli)!

Credo sia il momento di stare compatti ed uniti, lasciare dietro le spalle le polemiche inutili, fare un solo blocco con squadra, società e stampa, lasciare da parte le polemiche e cominciare a tifare per il Napoli! Non contestiamo il presidente o i giocatori!
Siamo usciti dalla Champions? Bene, rimbocchiamoci le maniche!
Il primo scudetto del Napoli nacque dopo l’eliminazione da parte del Tolosa!
Perdemmo ai calci di rigore dopo due partite a reti inviolate, il rigore decisivo lo sbagliò un certo DIEGO ARMANDO MARADONA! Io c’ero, il pubblico non contestò ma applaudì comunque la squadra incitandola e sostenendola!
I tifosi, quelli di allora e di cui facevo parte si unirono in un solo intento, strappare quel triangolo tricolore dalle maglie bianconere della Juventus!
Nacque un patto inossidabile! Inattaccabile!
Il Napoli vinse! Napoli vinse!

Uniamoci e vinciamo!

FORZA NAPOLI SEMPRE!

Salvatore Mazzella


Aurelio De Laurentiis non lascia.

Aurelio De Laurentiis non lascia..


Trent’anni di Maradona…

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Napoli, 5 luglio 1984

Trent’anni fa sbarcava a Napoli un giovane argentino, capelli ricci, piccolino ma con un fisico possente, uno scugnizzo argentino che ben presto la città avrebbe adottato e trasformato in uno scugnizzo napoletano, a dire il vero, fu lui a dichiarare subito il suo amore alla nostra città, a definirsi terrone, “sudaca” come lo chiamavano a Barcellona, fu lui a definirsi scugnizzo e a prendere sulle sue spalle il peso della riscossa di un intero popolo, lui ci prese per mano e ci guidò in quei meravigliosi e d unici 7 anni!

Diego Armando Maradona, nato a Lanus il 30 ottobre del 1960 era un calciatore del Napoli!

Sbarcò a Capodichino e venne subito trasferito allo stadio “San Paolo”, il presidente Corrado Ferlaino organizzò conferenza stampa e presentazione in grande stile, uno stadio intero era pronto ad accogliere il suo calciatore più importante della storia!

Lo stadio era gremito, io avevo tirato fuori la mia bella mille lire (venne fatto pagare per motivi di ordine pubblico un prezzo simbolico) e mi accomodai in curva “A”, da li a poco avrei visto sbucare dal sottopassaggio il re del calcio, il migliore di tutti i tempi, lui il “pibe de oro”, il futuro Dio del calcio avrebbe calpestato per la prima volta l’erba del San Paolo!

C’erano centinaia di fotografi, una ressa incredibile intorno alla scalinata che dagli spogliatoi portava al terreno di gioco, tutti ad aspettare che il re uscisse, all’improvviso sbucò ed un boato si alzò forte, un brivido mi attraversò la schiena, era li davanti a me, il mio viso era radioso ed i miei sogni da tredicenne cominciavano a prendere forma, sognavo un grande Napoli, sognavo di vincere, sognavo una rivincita nei confronti di quelle squadre del nord sempre troppo forti per il mio Napoli, da bambino passavo tutte le domeniche attaccato ad una radiolina (all’epoca non c’erano le tv) ad ascoltare “Tutto il calcio minuto per minuto”, molte di quelle domeniche erano per me tristi, la squadra del mio cuore molte volte usciva sconfitta, e tranne qualche campionato finiva sempre a metà classifica, ora potevo sognare, ora potevo dare sfogo alla mia fantasia, il mio cuore batteva e portava il ritmo dei cori, “Olè, olè, olè, olè Diego, Diego…”, “Maradona è meglio ‘e Pelè….”, Oh mamma, mamma, mamma, sai perché mi batte il corazon ho visto Maradona, ho visto Maradona e mammà innamorato son”!
Diego in quegli anni divenne il capitano del Napoli, il leader indiscusso, il “capopopolo”, il portavoce, colui che difendeva Napoli a spada tratta contro tutto e tutti, ci fece vincere, finalmente il mio Napoli diceva la sua in campo nazionale ed internazionale… 2 scudetti, 1 coppa Italia, 1 Supercoppa Italia, una Coppa UEFA. Anni d’oro per noi napoletani, anni indimenticabili, incancellabili, anni che sancirono un patto d’amore tra Napoli e Diego!
Oggi Maradona è nella mente e nel cuore di tutti i napoletani, anche quelli che non lo hanno visto all’opera! L’amore che Napoli ha per Diego è stato tramandato da padre in figlio, ci sono oggi ragazzini di 8 anni che ne parlano come se l’avessero vissuto, parlando con loro vedo nei loro occhi la stessa luce che avevo io, la stessa speranza, le stesse emozioni.
“Chi ama non dimentica” recitava uno slogan su delle maglie che una volta ho visto su una bancarella fuori allo stadio, c’era stampata la faccia del giovane Diego, Napoli non l’ha dimenticato e mai lo dimenticherà, la cosa bella e memorabile però non è l’amore che Napoli ha per lui, ma l’amore che lui ha per Napoli! Diego ancora oggi, appena ne ha l’occasione, parla per i napoletani, difende i napoletani, spiega al mondo intero come “funziona” Napoli, il pensiero, l’orgoglio, la dignità di essere napoletani, il modo di interpretare e vivere la vita dei napoletani, Maradona ne ha capito la filosofia, ha vissuto i suoi anni a Napoli proprio come un napoletano!
Diego, un “piccolo” grande uomo, è uno di noi, un argentino “napoletano” e lo sarà per sempre!

 

Salvatore Mazzella

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Dio ci liberi dall’Italia!

bandiera crociata

Leggo e ascolto tante cose riguardo alla morte di Ciro Esposito, leggo le dinamiche, le cause che hanno portato al ferimento purtroppo mortale, leggo di attacchi, agguati da parte della tifoseria romanista a quella napoletana, leggo che questo attacco è scaturito dall’odio profondo che gli ultras di entrambe le squadre provano ormai da decenni.

Tutto giusto, quasi tutto giusto, ma…
Non riduciamo tutto il discorso al calcio, alle tifoserie, all’odio sportivo tra di esse!
Il problema è ben più grave ed è stato centrato dall’amico Angelo Forgione!
Il problema non appartiene solo al calcio! Il calcio subisce questa onda di violenza ai danni dei napoletani, l’onda nasce dall’odio che molti, tanti, troppi italiani hanno nei confronti del popolo napoletano!
Ne dobbiamo prendere atto! Quest’anno come non mai Napoli ed i napoletani sono stati il bersaglio preferito di quasi tutte le tifoserie italiane!
Per anni lo stato (“s” minuscola d’obbligo) italiano e la giustizia (?) sportiva con Tosel (giudice sportivo) non hanno fatto niente, eppure i segnali c’erano sempre stati, per anni si è preferito tacere e relegare le offese razziste e territoriali nei confronti dei napoletani come semplici cori da stadio!!!
Non è così! “Oh Vesuvio lavali col fuoco” non è un coro da stadio! E’ chiedere la “grazia” a chissà quale santo di liberarli dai napoletani!
L’Italia mal digerisce la presenza del popolo napoletano, ne teme il confronto, il napoletano ha molte cose da insegnare, lo dice la storia!
Napoli ed i napoletani danno fastidio! Gli italiani lo sanno e gli fanno la guerra!
Sono 154 anni che ormai questa storia va avanti, non un giorno o due.

Dopo anni di lotte e segnalazioni quest’anno si è arrivati alle squalifiche delle curve!
Le chiusure dei settori “popolari” di molti stadi hanno però avuto l’effetto di alimentare ancora di più l’odio verso i napoletan “colpevoli” quest’anno di avere anche una squadra che andava a vincere in molti di quei stadi!

Roma è stata la città e la tifoseria che hanno pagato di più! Hanno avuto prima una curva (la sud) chiusa, poi l’intero stadio ad eccezione delle tribune! Capirete che tutto questo (con la Roma che si giocava lo scudetto) ha dato non fastidio, di più!

Il De Santis (o chi per esso) ha sparato ai napoletani non ai tifosi di una squadra avversaria!

Ieri, ai funerali di Ciro lo stato italiano era assente! Non un solo esponente del governo era presente! Nessuno si è degnato di far sentire la vicinanza del governo italiano, delle istituzioni, c’era “soltanto” il sindaco di Napoli! C’era il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis con Lorenzo Insigne accompagnato dalla moglie e Gianluca Grava, c’era Nino D’angelo un artista “di strada”.

Ciro e la sua famiglia non sono italiani!

Lo stato ha firmato l’esclusione di Napoli e dei napoletani dai suoi pensieri, lo sapevamo già, la conferma adesso è arrivata!

Giorni fa ho scritto che l’unica via di salvezza che vedevo per Napoli era uscire dall’Italia!
Oggi, dopo aver visto i fatti di ieri ne ho avuto la conferma!
L’Italia usa Napoli a suo piacimento, a seconda delle situazioni conviene che Napoli faccia parte o no dell’Italia!
Se ci sono morti di camorra “Sono i soliti napoletani camorristi”!
Se c’è da vincere l’oscar del cinema “L’Italia ha vinto l’oscar”!

Le mie sono considerazioni basate su fatti!

Dio ci liberi dall’Italia!

Salvatore Mazzella


Il delirio del prefetto di Roma!

Ultrà: 'Ciao eroe' su drappo davanti autolavaggio

 

Continua il delirio intellettuale del prefetto (la “p” minuscola è voluta) di Roma!

Nel giorno del funerale di Ciro Esposito vittima di un agguato da parte di tifosi romanisti, estranei alla partita (si giocava tra Napoli e Fiorentina per la finale di coppa Italia), insieme ad altri tifosi tra cui donne e bambini, il prefetto di Roma (sotto accusa per l’inesistente servizio d’ordine e mancanza assoluta di sicurezza che proprio lui doveva organizzare), partorisce un pensiero a dir poco discutibile: “Organizziamo una partita della pace, bisogna uscire dalla spirale d’odio”.
Pazzia allo stato puro!!!
Saremmo inoltre pazzi noi a dare ascolto e ad appoggiare una cosa del genere!
La tensione tra le due tifoserie ha ormai raggiunto vette inimmaginabili fino a qualche decennio fa.
I giorni in cui i tifosi di Napoli e Roma erano gemellati sono ormai lontanissimi, io stesso seguivo il Napoli a Roma guardando le partite coi miei amici romanisti in curva sud, addosso indossavo fiero la sciarpa di entrambe le squadre, sciarpe che ho portato al collo fino a che non ho dovuto dismettere quella giallorossa per un gemellaggio smantellato in pochi attimi dai tifosi romanisti!
Oggi i napoletani piangono un morto! Ciro ha dovuto pagare con la vita il passaggio in viale di Tor di Quinto, ha dovuto pagare con la sua stessa vita l’intervento a difesa di decine di donne e bambini! Ha dovuto pagare con la sua vita il fatto che un razzista e nazifascista romano che ha ben poco di umano, odiava lui e la sua gente! L’odio di De Santis non era soltanto verso i tifosi napoletani, ma verso il popolo napoletano, verso una razza, una cultura, una tradizione millenaria, 2700 anni di storia! 2700 anni che pesano! 2700 anni che non vanno giù agli altri! 2700 anni che danno fastidio! Napoli è una città che ha dato tanto al mondo intero, musica, arte, commedie, cinema, scoperte mediche, pulizia (perché al di la di quello che si possa sentire negli stadi di tutta Italia, Napoli ha inventato l’igiene intima, il sapone, ha avuto l’acqua corrente nelle case prima di tutti)!
Ciro ha pagato, Napoli paga ma…
Chi pagherà (oltre a De Santis) per l’odio che Napoli è costretta a sopportare da quando è stata invasa ed obbligata a diventare italiana?
Pagherà nessuno o forse, quei 4 o 5 sfigati complici di De Santis, serviranno per fare da capro espiatorio, saranno dati in pasto all’opinione pubblica per far capire quanto sia efficiente l’Italia in termini di giustizia e sicurezza! Sarà tutto un susseguirsi di telegiornali che inneggeranno con slogan tipo: “Giustizia è fatta”!
Ciro però non ritornerà, non potrà essere riabbracciato dalla madre e dai suoi cari!
Organizzare una partita sarebbe dare un assist a chi non ha mandato giù questo attacco!
Tra i napoletani ci sarà pure un “De Santis” che è pronto a rivendicare “l’affronto” subito!
Na partita ‘e pallone pro pace proprio no prefè! Studiane n’artra come si dice a Roma!
Conosco Napoli ed i napoletani da 43 anni, è li che sono nato, è li che ho vissuto fino a 6 anni fa, è li che torno almeno una volta al mese per ricaricare le batterie…
Conosco il pensiero dei napoletani e so che in questo momento sono stretti in un grande e caloroso abbraccio a Ciro Esposito e alla sua famiglia, in alcuni c’è spirito di vendetta, di reazione, ma in tutti gli altri c’è solo amore, amore che verrà riversato anche su quelli che vorrebbero fare chissà che.
Il napoletano rispetterà la volontà di Ciro e dei suoi cari, non ci sarà nessuna vendetta, non ci sarà nessuna violenza!
Non sarà come potrebbe sembrare, un segno di debolezza, non sarà subire senza reagire, al contrario sarà una enorme dimostrazione di forza e superiorità!
Napoli è troppo avanti per essere capita dagli altri…
Il nostro modo di essere e di concepire la vita, le emozioni, i sentimenti, le azioni, è diverso da tutto il resto del mondo!
Noi siamo napoletani! Abbiamo qualcosa da insegnare, accomodatevi alle nostre tavole, sedetevi con noi, restate in silenzio e… imparate!


Siamo tutti Ciro Esposito

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Oggi, 25/06/2014 esattamente 53 giorni dopo la finale di coppa Italia è morto Ciro Esposito!

 

Il ragazzo di Scampia ferito dopo l’agguato ai pullman con a bordo supporters azzurri che si dirigevano allo stadio Olimpico per assistere alla finale contro la Fiorentina. Ciro vide l’attacco dei tifosi romanisti ai pullman dei napoletani pieno tra l’altro di donne e bambini con bombe carta e fumogeni con altri intervenne a loro difesa!
I romanisti avevano pianificato l’attacco nei minimi particolari, l’episodio sfociò nel ferimento di tre napoletani tra cui il nostro Ciro!

Per questo attacco fu arrestato Daniele De Santis, il “Gastone” degli ultras romanisti autore secondo gli inquirenti di aver dato fuoco alla pistola che ferì i tre e di essere l’organizzatore dell’agguato!
I media nazionali preferirono puntare i loro riflettori però su Genny ‘a carogna! Genny reo di indossare una maglia con la scritta “SPEZIALE LIBERO”. il mostro da sbattere in prima pagina c’era ed era napoletano! Velo di omertà su chi invece aveva organizzato l’agguato noto già alle forze dell’ordine per altri reati da stadio e per essere stato uno degli artefici della non disputa di un derby romano!

Oggi piango un fratello, i fatti di cronaca che furono e che saranno al momento non m’interessano!
Ciro ha smesso di combattere stremato da 53 giorni di lotta, 53 lunghi giorni che testimoniano la sua immensa voglia di vivere, di non arrendersi, le operazioni molteplici non sono servite a niente, resta il dolore e la dignità di una famiglia che stretta nel dolore trova la forza di pensare a chi potrebbe in un momento di rabbia dare luogo ad atti di violenza, alla sete di vendetta. 
La famiglia di Ciro chiede in memoria di suo figlio che la violenza venga bandita dalle azioni dei napoletani.
Vendicare Ciro si può, azionando il cervello! Non commettendo nessun atto di violenza contro nessuno! 
Chi ha assistito a questi fatti, napoletani, fiorentini o romanisti addirittura ora, in questo preciso momento, deve parlare!
Ci sono delle indagini in corso ma ci sono tanti punti oscuri, non si conoscono i complici del De Santis, se siete uomini con le palle  costituitevi alle autorità!

Nel mio cuore e nella mia mente adesso c’è un solo pensiero, stringere idealmente tutti i parenti di Ciro, gli amici ed i tifosi che lo conoscevano…

Spero solo che questo non alimenti altra violenza, spero che le partite tra Napoli e Roma si giochino a porte chiuse per sempre! 
Spero che i napoletani non agiscano con spirito di vendetta, non vogliano vendicare ad ogni costo il nostro Ciro…
Ancora una volta Napoli si trova dalla parte di chi ha subito il torto e deve dimostrare di essere superiore! Mi domando però se è possibile continuare a dimostrare pietà verso chi ci danneggia da più di un secolo e mezzo!
L’unica via d’uscita secondo il mio piccolo e modesto parere è USCIRE DALL’ITALIA! Sì, credo sia l’unica via perché agli occhi loro siamo tutti Ciro Esposito!


Mia cara Napule…..

Poesia del mio fratellone Pino Rispo, io ho aggiunto solo qualcosa ma la sua bontà mi ha reso coautore… ^_^
Grazie brother….

pinobriganterispo's Blog

Di Pino Rispo e Salvatore Mazzella d.r

Che bella lengua ‘o nnapulitano
chi é nato a Napule me po’ capí
se parte pe’ ‘o munno pe’ sponde d’ ‘a terra
ma dint’ ‘o core t’ ‘a puorte cu te

Quanta buscie quanne ero guaglione
m’hanno cuntato e m’hanno ‘nsignato
dint’ ‘e quaderne scrivevo ‘sti ccose
e m’ ‘e purtave a casa cu me

Mò stongo a ll’ata parte d’ ‘o munno
songo brigante e parlo sulo ‘e te
parlo cu ‘a gente scunusciuta
pecché tuttto ‘o munno l’hadda sapé

Quanti canzone famose e quant’armunie
scritte cu ‘o core, so’ napulitane
parole d’ammore, rime e puisie
E no comm’ ‘o taliano te vó fa’ vedé

Parlo cu ‘a gente ca nun sape niente
mò tutt’ ‘o munno l’hadda sapé
‘e cchiú belli ccanzone ‘e ffa’ ‘sta cittá
e pure chi nunn’è ‘e Napule me po capí

L’hanno scritte ‘sti grandi artisti

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Nuje simm’ammore

Immagine

Comme te scordo cchiù?
Tu si’ trasuta dint’ ‘e vvene, dint’ ‘a mente…
tu si’ ‘o sole c’ascarfa e allumma ‘sta vita
‘o mare ca vasa ‘a arena chianu, chiano

I’ m’arricordo ‘o primmo juorno
chillo ‘e quanno te ncuntraje
‘o primmo surriso e m’appicciaste ‘o core
core ca sbatteva forte e nun se fermava cchiù

I’ m’arricordo ‘o primmo saluto
nu vasillo piccerillo ca me sfiuraje ‘a vocca
piccerillo e chino ‘e scuorno
e ll’uocchie tuoje a me guardà

I’ m’arricordo ‘a primma cammenata
nu parco verde ce guardava
‘a mana mia ca te cercaje ‘o fianco
e ‘o primmo vaso forte comm’ ‘a na tempesta…

Che belli ricordi dint’ ‘a mente
penzanno a chilli juorne ormai luntane
m’accorgo ca chella era passione, era ammore
ma erano sulo nu mumento ‘e chist’ammore

Tantu tiempo è passato ma me pare ajere
si guardo arreto pare n’eternità
ma ogni ghiorno nzieme è nu juorno nuovo
ogni matina te guardo e veco ‘o sole

Ogge ce vulimmo bene cchiù d’ajere
‘st’ammore è crisciuto e cresce ancora ‘e cchiù
‘e prubleme d’ ‘a vita nunn’hanno astutato ‘o ffuoco
nuje simmo sempe ‘nnammurate picceré, nuje simm’ammore.


Che paese ‘e mmerda!

 

Che paese ‘e mmerda è chisto?
Che paese busciardo è chisto!
Nu paese c’ ‘a “p” minuscola
nunn’è n’errore ‘e battitura
v’ ‘o giuro l’aggio fatto apposta

Aunito illegalmente
‘ncopp’ ‘o sango ‘e nu milione ‘e gente
gente onorata, allera e “brigante”
pecché è chello ca c’hanno fatto addiventà
pe’ cummedità, pe’ ce puté sparà!

Turnanno a ogge
doppo 153 anni nunn’è cagnato niente
‘stu stato accide comm’ ‘a na vota
‘stu stato arrobba ancora ‘e cchiù
mafia e stato ‘a stessa cosa so’

Nun me guardate, nun me pigliate pe’ pazzo
i’ ‘e ‘sti ccose m’aggio proprio rutto ‘o cazzo
se ‘nventano ‘e crisi di governo
terremoti finanziari, l’inflazione
e chi ce rimette è ‘o populo coglione

Proprio ogge na nutizia ‘e cronaca
m’ha spaccato ‘o core, m’ha spiazzato
suicida pe’ mancanza ‘e lavoro
che tristezza, che malincunia
‘sta vota ‘a cunuscevo era n’amica mia

M’arricordo d’ ‘e pparole ‘e chesta guagliona
m’arricordo ‘e quanta vote parlavamo ‘e canzone
teneva suonne e fantasia, progetti, alleria
teneva ‘o posto, fisso e di responsabilità
ma na matina s’è truvata senza faticà

Cassa integrazione, nun ce servite cchiù
c’è crisi, sentite ‘o telegiornale non abbiamo produttività
a Pumigliano machine nun se ne fanno cchiù
nun prutestate, nunn’alluccate, nun ce sta niente ‘a fa’
jatevenno ‘a casa nun ce venite cchiù

Ha luttato, ha alluccato, ha manifestato
ma cu ‘e cumpagne s’è truvata disoccupata
comitati, forum, discussioni
na lotta e po’ n’ata quanta delusione
all’urdemo ha mullato p’ ‘a disperazione

I’ nun te giudico, nun te pozzo giudicà
so’ sulo ‘ncazzato chesta è ‘a verità
nu poco pure cu tte ca te ne si’ ghiuta
ma arraggia mia cchiù fforte è cu ‘stu paese
avive ragione, è nu paese ‘e mmerda chistu ccà!

 


Da Napoli a… Napoli!

Da-Napoli-a-Napoli-fbGRUPPO

Nasce dopo anni di carriera più o meno ricca di musica, canzoni e spettacoli la voglia irresistibile di cantare le canzoni della propria terra. ogni cantautore o cantante napoletano “sente” ad un certo punto il bisogno di “misurarsi” con la canzone classica napoletana!
Nel mio caso, giunge questo “bisogno” dopo anni di gavetta nei locali e nelle piazze della mia città e d’Italia, in gruppo o da solista, dopo tre trasmissioni televisive (sulle reti Mediaset) nelle vesti di Pino Daniele, dopo anni di pianobar e dopo essere riuscito a liberarsi del “peso” del ben noto bluesman partenopeo, dopo aver finalmente liberato le corde vocali e mettendo in luce la propira voce e la propria voglia di scrivere canzoni, dopo due singoli pubblicati nei migliori negozi di musica digitale mondiale…
Insomma, come dicevo, nasce in ogni artista napoletano questo bisogno, il mio scaturisce dall’amore per i migliori interpreti della canzone classica napoletana… Mario Abbate, Sergio Bruni, Roberto Murolo, Renato Carosone, Massimo Ranieri, fino ad arrivare ad Eddy Napoli.
Personaggi, interpreti, cantanti, che hanno scritto la storia di Napoli attraverso la musica, la melodia particolare che solo Napoli ed i napoletani hanno saputo donare al mondo!
Lungi da me l’idea di “misurarmi” con questi mostri sacri!!! Dio me ne scansi! 

 

Il mio è solo un semplice “bisogno”, un desiderio che coltivo sin da ragazzino, fin da quando a casa di mia nonna sentivo le dolci note che uscivano da un giradischi dove c’era sempre Mario Abbate a cantare una canzone per lei, io mi “accucciavo” a lei e mi facevo trasportare dalla sua meravigliosa voce… Bruni, Murolo, Carosone, Ranieri, sono arrivati subito dopo, mi hanno fatto crescere, mi hanno plasmato, Eddy Napoli invece ho avuto l’onore ed il piacere di conoscerlo di persona, di parlarci, di prendere un caffè , mangiare una pizza insieme, condividere gli stessi ideali, siamo diventati amici, ho addirittura avuto l’onore di collaborare con lui! “I’ nun credo” infatti, è un brano che nasce da un testo di Mario Abbate jr,  (figlio del mitico Mario Abbate il mio idolo), a questo testo dicevo, ho scritto le musiche e dato voce, l’ho fatto sentire ad Eddy che in maniera del tutto gratuita ci ha deliziato con i suoi arrangiamenti! Non finirò mai di ringraziarlo… Il mio sogno nel cassetto si è avverato! Ho collaborato con il figlio di Mario Abbate, con Eddy Napoli (a sua volta figlio d’arte (il papà Vincenzo De Crescenzo è autore di tantissime canzoni napoletane tra cui Luna Rossa), ho inciso due singoli come cantautore, mi manca l’ultimo passo per toccare il cielo… Cantare nella mia lingua le canzoni della mia terra, la musica e la tradizione di Napoli! Sogno che  è però soggetto a spese che da solo non posso affrontare, non ho una casa discografica alle spalle, vi chiedo umilmente di aiutarmi a realizzare questo sogno, prenotando l’acquisto di questo cd, ad adesioni raggiunte procederemo alla stampa e all’invio del cd a casa vostra!

 

Il disco si chiamerà “Da Napoli a… Napoli!” C’è un gioco di parole, un gioco sulle mie passioni, vorrei condividerlo con voi…

Ci saranno
Dicitencello vuje; Indifferentemente; I’ te vurria vasà; Lusingame; Tu si’ na cosa grande; Tu vuò fa l’americano; ‘O sole mio; Nun me voglio scetà cchiù (un inedito di cui Mario Abbate jr. ha scritto il testo ed io le musiche) Tutti i brani sono stati arrangiati, tutti vedono la mano artistica di un giovane emergente, il maestro Antonio Bocchini che ha curato gli arrangiamenti di tutto il lavoro.
C’è un altro brano che chiude il disco il cui nome tengo per me per due motivi… Il primo perché è un omaggio ad un grande artista, il secondo perché… poi ve lo dirò… ^_^

Grazie a chi vorrà regalarmi questo sogno, grazie a chi avrà fiducia in me.

Prenota qui la tua copia…
https://www.produzionidalbasso.com/pdb_3682.html

Questa è una raccolta di alcuni brani che comporranno l’album…

Questa è invece una delle più belle e tormentate dichiarazioni d’amore per una donna… “Dicitencello vuje”

Questa invece è l’anteprima dell’inedito scritto con Mario Abbate jr.


Salvatore Mazzella