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Trent’anni di Maradona…

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Napoli, 5 luglio 1984

Trent’anni fa sbarcava a Napoli un giovane argentino, capelli ricci, piccolino ma con un fisico possente, uno scugnizzo argentino che ben presto la città avrebbe adottato e trasformato in uno scugnizzo napoletano, a dire il vero, fu lui a dichiarare subito il suo amore alla nostra città, a definirsi terrone, “sudaca” come lo chiamavano a Barcellona, fu lui a definirsi scugnizzo e a prendere sulle sue spalle il peso della riscossa di un intero popolo, lui ci prese per mano e ci guidò in quei meravigliosi e d unici 7 anni!

Diego Armando Maradona, nato a Lanus il 30 ottobre del 1960 era un calciatore del Napoli!

Sbarcò a Capodichino e venne subito trasferito allo stadio “San Paolo”, il presidente Corrado Ferlaino organizzò conferenza stampa e presentazione in grande stile, uno stadio intero era pronto ad accogliere il suo calciatore più importante della storia!

Lo stadio era gremito, io avevo tirato fuori la mia bella mille lire (venne fatto pagare per motivi di ordine pubblico un prezzo simbolico) e mi accomodai in curva “A”, da li a poco avrei visto sbucare dal sottopassaggio il re del calcio, il migliore di tutti i tempi, lui il “pibe de oro”, il futuro Dio del calcio avrebbe calpestato per la prima volta l’erba del San Paolo!

C’erano centinaia di fotografi, una ressa incredibile intorno alla scalinata che dagli spogliatoi portava al terreno di gioco, tutti ad aspettare che il re uscisse, all’improvviso sbucò ed un boato si alzò forte, un brivido mi attraversò la schiena, era li davanti a me, il mio viso era radioso ed i miei sogni da tredicenne cominciavano a prendere forma, sognavo un grande Napoli, sognavo di vincere, sognavo una rivincita nei confronti di quelle squadre del nord sempre troppo forti per il mio Napoli, da bambino passavo tutte le domeniche attaccato ad una radiolina (all’epoca non c’erano le tv) ad ascoltare “Tutto il calcio minuto per minuto”, molte di quelle domeniche erano per me tristi, la squadra del mio cuore molte volte usciva sconfitta, e tranne qualche campionato finiva sempre a metà classifica, ora potevo sognare, ora potevo dare sfogo alla mia fantasia, il mio cuore batteva e portava il ritmo dei cori, “Olè, olè, olè, olè Diego, Diego…”, “Maradona è meglio ‘e Pelè….”, Oh mamma, mamma, mamma, sai perché mi batte il corazon ho visto Maradona, ho visto Maradona e mammà innamorato son”!
Diego in quegli anni divenne il capitano del Napoli, il leader indiscusso, il “capopopolo”, il portavoce, colui che difendeva Napoli a spada tratta contro tutto e tutti, ci fece vincere, finalmente il mio Napoli diceva la sua in campo nazionale ed internazionale… 2 scudetti, 1 coppa Italia, 1 Supercoppa Italia, una Coppa UEFA. Anni d’oro per noi napoletani, anni indimenticabili, incancellabili, anni che sancirono un patto d’amore tra Napoli e Diego!
Oggi Maradona è nella mente e nel cuore di tutti i napoletani, anche quelli che non lo hanno visto all’opera! L’amore che Napoli ha per Diego è stato tramandato da padre in figlio, ci sono oggi ragazzini di 8 anni che ne parlano come se l’avessero vissuto, parlando con loro vedo nei loro occhi la stessa luce che avevo io, la stessa speranza, le stesse emozioni.
“Chi ama non dimentica” recitava uno slogan su delle maglie che una volta ho visto su una bancarella fuori allo stadio, c’era stampata la faccia del giovane Diego, Napoli non l’ha dimenticato e mai lo dimenticherà, la cosa bella e memorabile però non è l’amore che Napoli ha per lui, ma l’amore che lui ha per Napoli! Diego ancora oggi, appena ne ha l’occasione, parla per i napoletani, difende i napoletani, spiega al mondo intero come “funziona” Napoli, il pensiero, l’orgoglio, la dignità di essere napoletani, il modo di interpretare e vivere la vita dei napoletani, Maradona ne ha capito la filosofia, ha vissuto i suoi anni a Napoli proprio come un napoletano!
Diego, un “piccolo” grande uomo, è uno di noi, un argentino “napoletano” e lo sarà per sempre!

 

Salvatore Mazzella

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Il delirio del prefetto di Roma!

Ultrà: 'Ciao eroe' su drappo davanti autolavaggio

 

Continua il delirio intellettuale del prefetto (la “p” minuscola è voluta) di Roma!

Nel giorno del funerale di Ciro Esposito vittima di un agguato da parte di tifosi romanisti, estranei alla partita (si giocava tra Napoli e Fiorentina per la finale di coppa Italia), insieme ad altri tifosi tra cui donne e bambini, il prefetto di Roma (sotto accusa per l’inesistente servizio d’ordine e mancanza assoluta di sicurezza che proprio lui doveva organizzare), partorisce un pensiero a dir poco discutibile: “Organizziamo una partita della pace, bisogna uscire dalla spirale d’odio”.
Pazzia allo stato puro!!!
Saremmo inoltre pazzi noi a dare ascolto e ad appoggiare una cosa del genere!
La tensione tra le due tifoserie ha ormai raggiunto vette inimmaginabili fino a qualche decennio fa.
I giorni in cui i tifosi di Napoli e Roma erano gemellati sono ormai lontanissimi, io stesso seguivo il Napoli a Roma guardando le partite coi miei amici romanisti in curva sud, addosso indossavo fiero la sciarpa di entrambe le squadre, sciarpe che ho portato al collo fino a che non ho dovuto dismettere quella giallorossa per un gemellaggio smantellato in pochi attimi dai tifosi romanisti!
Oggi i napoletani piangono un morto! Ciro ha dovuto pagare con la vita il passaggio in viale di Tor di Quinto, ha dovuto pagare con la sua stessa vita l’intervento a difesa di decine di donne e bambini! Ha dovuto pagare con la sua vita il fatto che un razzista e nazifascista romano che ha ben poco di umano, odiava lui e la sua gente! L’odio di De Santis non era soltanto verso i tifosi napoletani, ma verso il popolo napoletano, verso una razza, una cultura, una tradizione millenaria, 2700 anni di storia! 2700 anni che pesano! 2700 anni che non vanno giù agli altri! 2700 anni che danno fastidio! Napoli è una città che ha dato tanto al mondo intero, musica, arte, commedie, cinema, scoperte mediche, pulizia (perché al di la di quello che si possa sentire negli stadi di tutta Italia, Napoli ha inventato l’igiene intima, il sapone, ha avuto l’acqua corrente nelle case prima di tutti)!
Ciro ha pagato, Napoli paga ma…
Chi pagherà (oltre a De Santis) per l’odio che Napoli è costretta a sopportare da quando è stata invasa ed obbligata a diventare italiana?
Pagherà nessuno o forse, quei 4 o 5 sfigati complici di De Santis, serviranno per fare da capro espiatorio, saranno dati in pasto all’opinione pubblica per far capire quanto sia efficiente l’Italia in termini di giustizia e sicurezza! Sarà tutto un susseguirsi di telegiornali che inneggeranno con slogan tipo: “Giustizia è fatta”!
Ciro però non ritornerà, non potrà essere riabbracciato dalla madre e dai suoi cari!
Organizzare una partita sarebbe dare un assist a chi non ha mandato giù questo attacco!
Tra i napoletani ci sarà pure un “De Santis” che è pronto a rivendicare “l’affronto” subito!
Na partita ‘e pallone pro pace proprio no prefè! Studiane n’artra come si dice a Roma!
Conosco Napoli ed i napoletani da 43 anni, è li che sono nato, è li che ho vissuto fino a 6 anni fa, è li che torno almeno una volta al mese per ricaricare le batterie…
Conosco il pensiero dei napoletani e so che in questo momento sono stretti in un grande e caloroso abbraccio a Ciro Esposito e alla sua famiglia, in alcuni c’è spirito di vendetta, di reazione, ma in tutti gli altri c’è solo amore, amore che verrà riversato anche su quelli che vorrebbero fare chissà che.
Il napoletano rispetterà la volontà di Ciro e dei suoi cari, non ci sarà nessuna vendetta, non ci sarà nessuna violenza!
Non sarà come potrebbe sembrare, un segno di debolezza, non sarà subire senza reagire, al contrario sarà una enorme dimostrazione di forza e superiorità!
Napoli è troppo avanti per essere capita dagli altri…
Il nostro modo di essere e di concepire la vita, le emozioni, i sentimenti, le azioni, è diverso da tutto il resto del mondo!
Noi siamo napoletani! Abbiamo qualcosa da insegnare, accomodatevi alle nostre tavole, sedetevi con noi, restate in silenzio e… imparate!


Da Napoli a… Napoli!

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Nasce dopo anni di carriera più o meno ricca di musica, canzoni e spettacoli la voglia irresistibile di cantare le canzoni della propria terra. ogni cantautore o cantante napoletano “sente” ad un certo punto il bisogno di “misurarsi” con la canzone classica napoletana!
Nel mio caso, giunge questo “bisogno” dopo anni di gavetta nei locali e nelle piazze della mia città e d’Italia, in gruppo o da solista, dopo tre trasmissioni televisive (sulle reti Mediaset) nelle vesti di Pino Daniele, dopo anni di pianobar e dopo essere riuscito a liberarsi del “peso” del ben noto bluesman partenopeo, dopo aver finalmente liberato le corde vocali e mettendo in luce la propira voce e la propria voglia di scrivere canzoni, dopo due singoli pubblicati nei migliori negozi di musica digitale mondiale…
Insomma, come dicevo, nasce in ogni artista napoletano questo bisogno, il mio scaturisce dall’amore per i migliori interpreti della canzone classica napoletana… Mario Abbate, Sergio Bruni, Roberto Murolo, Renato Carosone, Massimo Ranieri, fino ad arrivare ad Eddy Napoli.
Personaggi, interpreti, cantanti, che hanno scritto la storia di Napoli attraverso la musica, la melodia particolare che solo Napoli ed i napoletani hanno saputo donare al mondo!
Lungi da me l’idea di “misurarmi” con questi mostri sacri!!! Dio me ne scansi! 

 

Il mio è solo un semplice “bisogno”, un desiderio che coltivo sin da ragazzino, fin da quando a casa di mia nonna sentivo le dolci note che uscivano da un giradischi dove c’era sempre Mario Abbate a cantare una canzone per lei, io mi “accucciavo” a lei e mi facevo trasportare dalla sua meravigliosa voce… Bruni, Murolo, Carosone, Ranieri, sono arrivati subito dopo, mi hanno fatto crescere, mi hanno plasmato, Eddy Napoli invece ho avuto l’onore ed il piacere di conoscerlo di persona, di parlarci, di prendere un caffè , mangiare una pizza insieme, condividere gli stessi ideali, siamo diventati amici, ho addirittura avuto l’onore di collaborare con lui! “I’ nun credo” infatti, è un brano che nasce da un testo di Mario Abbate jr,  (figlio del mitico Mario Abbate il mio idolo), a questo testo dicevo, ho scritto le musiche e dato voce, l’ho fatto sentire ad Eddy che in maniera del tutto gratuita ci ha deliziato con i suoi arrangiamenti! Non finirò mai di ringraziarlo… Il mio sogno nel cassetto si è avverato! Ho collaborato con il figlio di Mario Abbate, con Eddy Napoli (a sua volta figlio d’arte (il papà Vincenzo De Crescenzo è autore di tantissime canzoni napoletane tra cui Luna Rossa), ho inciso due singoli come cantautore, mi manca l’ultimo passo per toccare il cielo… Cantare nella mia lingua le canzoni della mia terra, la musica e la tradizione di Napoli! Sogno che  è però soggetto a spese che da solo non posso affrontare, non ho una casa discografica alle spalle, vi chiedo umilmente di aiutarmi a realizzare questo sogno, prenotando l’acquisto di questo cd, ad adesioni raggiunte procederemo alla stampa e all’invio del cd a casa vostra!

 

Il disco si chiamerà “Da Napoli a… Napoli!” C’è un gioco di parole, un gioco sulle mie passioni, vorrei condividerlo con voi…

Ci saranno
Dicitencello vuje; Indifferentemente; I’ te vurria vasà; Lusingame; Tu si’ na cosa grande; Tu vuò fa l’americano; ‘O sole mio; Nun me voglio scetà cchiù (un inedito di cui Mario Abbate jr. ha scritto il testo ed io le musiche) Tutti i brani sono stati arrangiati, tutti vedono la mano artistica di un giovane emergente, il maestro Antonio Bocchini che ha curato gli arrangiamenti di tutto il lavoro.
C’è un altro brano che chiude il disco il cui nome tengo per me per due motivi… Il primo perché è un omaggio ad un grande artista, il secondo perché… poi ve lo dirò… ^_^

Grazie a chi vorrà regalarmi questo sogno, grazie a chi avrà fiducia in me.

Prenota qui la tua copia…
https://www.produzionidalbasso.com/pdb_3682.html

Questa è una raccolta di alcuni brani che comporranno l’album…

Questa è invece una delle più belle e tormentate dichiarazioni d’amore per una donna… “Dicitencello vuje”

Questa invece è l’anteprima dell’inedito scritto con Mario Abbate jr.


Salvatore Mazzella


Guardame…

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Guardame… turmiento  ‘e passione

tu me trase dint’ ‘e penziere

‘o core me sbatte forte si te guardo

e sbatte ‘e cchiù si riesco a te tuccà

 

Tu si’ na frennesia, na malatia d’ammore

‘a femmena cchiù bella ca se po’ desiderà

‘sti fianche tuoje so’ ddoce, na vera rarità

si’ na buscia ca coce ma ca me fa cunzulà

 

Nisciuno po’ restà indifferente

nisciuno po’ guardà ‘stu firmamento

senza ca lle sbatte ‘o core forte mpietto

senza ca ‘o respiro se ferma e po’ scumpare

 

Tu si’ cielo ‘e primmavera

ca fa belle tutt’ ‘e ssere

tu si’ ll’uocchie cchiù splennente

ca me guardano ncantate

 

si’ ‘a criatura cchiù carnale

na sirena tentatrice

nisciuno, manco pe’ nu mumento

doppo ca t’ha cunusciuto po’ scampà

 

Napule… t’abbraccio ardentemente

guardame, i’ mò so’ cuntento

te tocco e sente ll’onne

ca me sfiorano ‘sta faccia.

 

Chist’uocchie mieje so’ nfuse

so’ nfuse d’ammore e d’alleria

ll’ammore ‘e chi riesce ancora a te vasà

ll’alleria ‘e chi riesce ancora abbraccià!

 

 

Salvatore Mazzella

Diritti riservati.

Copyright 2014


‘O scarrafone di: Mario Abbate jr. e Salvatore Mazzella

O scarrafone è il secondo lavoro di Mario Abbate jr. e Salvatore Mazzella, dopo il successo di ‘I nun credo la coppia sforna un’altro brano dall’argomento “scottante”, ‘o scarrafone (lo scarafaggio) è accostato alle figure losche che popolano la città, i camorristi, i politici corrotti, gli usurai, gli usurpatori senza regole che non hanno pietà e civiltà…
Dalla terra dei fuochi si alza un grido di dolore, protesta e speranza per il futuro!!!
Il testo di questo brano è di Mario Abbate jr. mentre le musiche e gli arrangiamenti sono stati curati da Salvatore Mazzella che da’ anche a voce al brano…
Prossimamente sarà possibile acquistare il brano sui maggiori negozi di musica digitale come iTunes, Google Play, Amazon, Spotify, Deezer ecc…

Ecco un’anteprima web…Immagine


Nomina di Emanuele Filiberto di Savoia come ambasciatore di Pompei… La mia mail al sindaco!

Egregio signore,

le scrivo in quanto ho appreso oggi dalle pagine online de IL MATTINO di Napoli che lei e la sua giunta avete deciso di nominare Emanuele Filiberto di Savoia come ambasciatore della città di Pompei nel mondo!!!
Gentile sindaco, io sono letteralmente stupefatto! Non posso credere che un mio conterraneo nonché sindaco di una delle cittadine più belle e famose della mia terra possa aver avuto il coraggio di fare questa scelta!!!

Conoscerà sicuramente la storia dell’unità d’Italia! Perché la conosce signor sindaco vero? Spero che lei ignori la vera storia e si basi su quello che invece ci hanno insegnato a scuola! Quello che negli anni siamo stati costretti a studiare…
Perché caro sindaco se lei ignora io non posso condannarla, il suo gesto è compiuto in modo ingenuo, da “ignorante” della storia, ma se lei conosce invece la storia vera, quella che non ci hanno insegnato e che l’Italia prima o poi dovrà divulgare allora non mi spiego come lei possa aver avuto il coraggio di una scelta simile!!!

I Savoia e precisamente il “padre” della patria italica (di cui io non mi sento assolutamente di far parte), Vittorio Emanuele II, altro non ha fatto che saccheggiato, rubato, violentato, deturpato, incendiato, assassinato ogni centimetro quadrato delle nostre terre!!! In nome di una guerra non dichiarata e che ha avuto luogo ai danni del cugino Francesco II di Borbone unicamente per mettere gli artigli sull’immenso patrimonio del Regno delle due Sicilie!!!
Le nostre donne sono state violentate, sventrate nel vero senso della parola dall’esercito savoiardo! I nostri avi sono stati ammazzati e torturati! I nostri partigiani sono stati definiti briganti soltanto per giustificare la loro uccisione e decapitazione!
L’Italia unita è una favola che è presente solo nella fantasia di chi ha scritto i libri di storia!
Oggi apprendo che un sindaco di una delle cittadine della mia terra affida la sua l’immagine nelle mani di un discendente dei Savoia!
Che dolore immenso! Che tortura, che violenza che la mia mente e quella di migliaia di campani siamo costretti a sopportare!
Perché caro sindaco? Perché? 
Perché non Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro?

Lui sarebbe stato degno di rappresentare la sua cittadina!!!

Lui è discendente di una famiglia reale, quella dei Borbone che ha fatto e dato tutto a Napoli ed al meridione tutto!
Chi meglio di lui poteva continuare l’opera iniziata dai loro antenati? 
Chi meglio di Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro?!?
Egregio sindaco, anche se credo che lei non abbia il coraggio di ritornare sui propri passi e di revocare la nomina ad un savoiardo io glielo dovevo dire!!!
Magari questa mail non scalfirà nemmeno la sua coscienza, magari questa mail sarà cestinata prima di essere aperta e letta, ma se la leggerà caro sindaco, le chiedo solo di leggerla da napoletano, col cuore e con la mente, non come sindaco.

Distinti saluti

 
Salvatore Mazzella

Napoli 16/11/2013 UN FIUME IN PIENA!!!

UN FIUME IN PIENA!!!

The day after… Il giorno dopo aver partecipato alla manifestazione a Napoli un fiume in piena.

Analizzo ciò che è successo… Lo faccio il giorno dopo e a sera per essere a mente fredda e lucida, dopo aver vissuto quella manifestazione si poteva correre il rischio di sbagliare nel descrivere le cose, magari essere di parte, enfatizzare o minimizzare l’accaduto… intanto, non mi ero accorto che eravamo in centomila!!!

Da “dentro” non ci si rende conto della gente che c’è davanti e dietro al corteo! 

Ho provato emozioni uniche, vedere tanta gente che nemmeno conosci che ti stringe la mano solo perché sei presente, ti ritrovi a ringraziare allo stesso tempo le persone che ti sono vicine e che “pensano” quello che tu pensi…
Una delle cose che più mi ha sorpreso e fatto piacere è stata la presenza di centinaia di migliaia di ragazzi! Altro che gioventù bruciata! Questo è lo zoccolo duro della nostra città, ragazzi sui quali puntare per un futuro più roseo!!!

Ieri ho visto la mia Napoli in piazza! Unione d’intenti! Unità napoletana, tutti per lo stesso scopo!

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 Ringrazio gli organizzatori, ma che nessuno prenda i meriti di quello che è stato, ieri ha vinto Napoli! Ha vinto la Campania!

Ora bisogna soltanto allargare la partecipazione a chi è rimasto a casa!

Paradossalmente centomila persone sono niente rispetto ai quasi tre milioni di campani!!!

Partecipate ancora più numerosi! La pioggia certo ha frenato chi era meno motivato, ma la prossima volta vi voglio con noi!

 

Un pensiero per gli amici di sempre che ho incontrato come Francesco De Crescenzo e Mario, agli amici che conoscevo solo tramite facebook come Enrico Viciconte, Maria Garenna, Raffaele Rea, Francesco Perrella, Kekko, Mattia, Antonio, Domenico Rispoli e i suoi amici che mi ha presentato, ho stretto la mano a più di seicento persone, una sensazione unica…

Un piccolo rammarico per le persone che pur presenti non sono riuscito ad incontrare come il mio fratellone Angelo Forgione presente come sempre in queste occasioni col movimento V.A.N.T.O.! C’erano i fratelli Neoborbonici e tantissime altre associazioni e movimenti!

Centomila persone sono veramente tante… ritrovarsi non era facile!!! 

 

Un ultimo, ma non ultimo pensiero va a mia figlia Roberta che è stata al mio fianco per tutto il tempo! Molte ragazzine di 14 anni di sabato pomeriggio hanno avuto altre cose da fare, lei, invece, è rimasta al fianco del suo papà a urlare per Napoli!!!  

 SONO ORGOGLIOSO DI TUTTI VOI! SONO ORGOGLIOSO DI NAPOLI E DELLA CAMPANIA!

 

Salvatore Mazzella


Lettera aperta a Francesca Reggiani

 

  • Gentile (?) sig. Reggiani,

    chi le scrive è un napoletano da una ventina di generazioni, non esagero, lo sono per davvero, le scrivo appunto perché ho trovato a dir poco disgustosa la sua imitazione della Loren nonché la sua “battuta” sulla ormai nota e usatissima storia della “puzza” che secondo voi del nord Napoli sarebbe immersa!

    Credo che lei Napoli non abbia nemmeno idea di cosa sia e di cosa rappresenti!

    Cara signora, penso che questa volta lei abbia sparato una gran caxxata!!! Mi perdoni le eventuali volgarità (come dicevano Benigni e Troisi in un noto film), ma dovrebbe documentarsi bene prima di fare battute del genere, battute che offendono la dignità di un popolo come quello napoletano che da sempre esporta cultura nel mondo!

    A Napoli cara la mia signora Reggiani abbiamo avuto la prima fabbrica di sapone! Abbiamo inventato il bidet, sì, se oggi gli italiani si lavano il culo lo devono proprio alla pulizia dei napoletani! Lo sapeva? Ne dubito! Credo che una persona dello sport, dello spettacolo, dell’arte, del cinema o di qualsiasi altro campo “pubblico” non debba assolutamente fare simili affermazioni (seppur velate dalla “scusante” della “battuta” cabarettistica!!!

    Le faccio notare che non mi scaglio solo contro di lei, lo faccio anche con “cabarettisti” della mia città tipo Siani che per far ridere voi del nord cavalcano l’onda dei luoghi comuni sui napoletani! Queste cose sono superate! Nun se portano cchiù!

    La invito a Napoli signora Reggiani, sarò felice di farle sentire la “puzza” della sfogliatella appena sfornata, faremo un giro sul lungomare a sentire la “puzza” del mare, ci fermeremo da “Michele” a sentire la “puzza” della pizza e magari gliela offrirò pure, io non porto rancore, sono sicuro che lei che si aspetta cumuli di immondizia accatastata lungo le strade rimarrà stupita dalla pulizia delle nostre strade (la monnezza, nel periodo dell’emergenza era dovuta alla sua Italia, alla politica del suo paese)!

    Magari andremo a sentire anche la “puzza di Capri, Ischia, Sorrento, Pompei, scaleremo il Vesuvio dall’alto potremmo ammirare il panorama più bello del mondo! Ci pensi signora Reggiani, sarò ben lieto di farla ricredere su Napoli ed i napoletani! Saluti.

    Salvatore Mazzella

 


TERRA MIA

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Ho sentito molto attentamente le parole di Carmine Schiavone (pentito del clan dei Casalesi) su Sky TG24…
Mi ha lasciato un’angoscia addosso, un senso di impotenza, ma al tempo stesso una rabbia assurda! Vorrei spaccare il mondo per le cose che questa merda di gente in collaborazione con lo stato italiano ha fatto alla mia terra! 
Carmine parla di rifiuti di vernice, di piombo, di rifiuti farmaceutici, e merda di ogni genere, seppelliti tra la Campania ed il basso Lazio e addirittura di rifiuti gettati in mare!!! 
Ogni parola non potrà mai descrivere la rabbia che ho nel cuore e nello stomaco per l’impotenza di fronte a tanta VIOLENZA verso un popolo, una terra…
CHE DIO VI MALEDICA!!!

Non ho potuto fermare il cervello! La penna e i pensieri sono partiti.
La rabbia è tanta, vorrei ammazzarli tutti ma non ne sono capace! La mia unica arma è la parola, il pensiero, la penna che stringo tra le mani, la mia chitarra, la mia musica…
Io non so’ se mai avrà fine la mafia, la camorra le parole di Schiavone suonano come una condanna “La mafia non finirà mai”, io non mi arrendo però… ho una testa di c… oppure ho fiducia nel prossimo e nel futuro… Una cosa è certa… non dobbiamo arrenderci a tutto questo! 
E’ giunto il momento di parlare!

Nce steva na terra mmiez”o mare

l’acqua splennente nfunneva ‘sta gente

chiena ‘e meraviglie ‘stu criato ‘e Dio

bellezza e ricchezze, chest’era ‘a terra mia!

 

‘Sta terra ‘e musica e canzoni

‘sta terra ‘e fatica e prucessione

‘sta terra ‘e sirene e briganti

‘sta terra mia mò stà ‘int”e mmane ‘e ‘sti furfanti

 

Terra bella, terra mia

te guardo e chiagno, che malincunia

penzanno a chello ca t’hanno fatto

penzanno a chi t’ha ngannata e violentata

mò si’ terra ‘e paura, si’ terra ‘e nisciuno 

cu ‘o ffuoco c’abbrucia e sputa veleno

veleno ca nun se vede ma che squarta ‘sti vvene

veleno ‘e fummo niro ca ncuorpo trase cu ‘e suspire

 

I’ sonno pe’ tte ‘e suonne cchiù belli

te veco splennente e libera ‘a ‘sta munnezza ‘e gente!

Chi pe’ quatte sorde ‘int”a sacca t’ha  spurcata ‘a faccia

Chi t’ha sfruttata, violentata  e vennuta ato nunn’è!

 

Nu cammurrista è nu guappo ‘e cartone

vence sulo cu na pistola ‘int”e mmane

t’ha accarezzata e sbattuto ncuorpo 

tutt”a mmerda ‘e ll’industrie d”o nord

 

Senza penzà e futtenno a tutte quante

ha inquinato l’acqua, l’aria e ‘e campagne

‘o stato italiano ca tutto sapeva

l’ha permiso e niente faceva

 

Terra bella, terra mia

te guardo e chiagno che malincunia

penzanno a chello ca si’ stata

penzanno a chello ca si’ addeventata

 

I’ saccio però ca tu nun t’arrienne

aizammoce e luttammo ca passa ‘st’inferno!

‘Stu suonno, ‘stù suonno ‘e libertà

abbracciato nziem”a te ‘o voglio sunnà.

 

Salvatore Mazzella


I’ nun credo – Il video!!!

I'' NUN CREDO COPERTINA

Il giorno 2 giugno 2013 in piena festa della repubblica italiana è stato pubblicato il video I’ nun credo di: Mario Abbate jr. (testo) e Salvatore Mazzella (musiche).

I’ nun credo è un brano nato dal bisogno di contrastare la falsità dei libri di storia!
Storia che ci ha insegnato ed inculcato che l’Italia è stata unita per il bene comune, per farla diventare una nazione dove gli “italiani” fossero tutti uguali, con gli stessi diritti, gli stessi benefici, per questo un gruppo di “eroi” decise di unirsi e di sconfiggere un Regno che opprimeva il popolo, che lo rendeva schiavo e lo soggiogava tenendolo in pugno e costretto alla fame! I “nostri” eroi, Vittorio Emanuele II di Savoia, Camillo Benso conte di Cavour, Garibaldi, Mazzini e compagni decisero di liberare il popolo delle due Sicilie unendolo al resto della penisola…
Ebbene, tutto questo è un FALSO STORICO!!!
Gli eroi, i padri della patria italiana altro non erano che LADRI, SACCHEGGIATORI, VIOLENTATORI, DISTRUTTORI!!!
Il Regno delle due Sicilie nel 1860 era la terza potenza europea, e Napoli sua capitale era la città che seguiva a ruota Londra e Parigi!!!
I Borbone non erano oppressori, non erano tiranni, ma vivevano in funzione del popolo! Il Regno dei Borbone sotto la loro guida era un Regno di primati, cultura, arte, storia…
Fu ridotto a colonia dai sabaudi, fu torturato ed ammazzato, furono infangate la memoria dei partigiani che furono definiti “Briganti” per giustifcare il massacro!
Il popolo fu costretto ad emigrare (cosa mai registrata fino ad allora), per cercare fortuna lontano dalle proprie terre!
I’ nun credo vuole sollevare il velo dalla verità e portarla alla luce! Vuole togliere le bende al popolo del meridione e fargli capire che l’Italia è uno stato che non gli appartiene, non in questi termini.

Mario Abbate jr. scrisse questo meraviglioso testo, io innamoratomi di queste toccanti parole ne scrissi la musica, mentre un grandissimo artista partenopeo di caratura mondiale in quanto AMBASCIATORE della canzone napoletana nel mondo ha curato gli arrangiamenti! Il suo nome? EDDY NAPOLI! Un fratello! Un artista che ci ha omaggiato (nel senso letterale della parola, per amicizia verso me e Mario o perché innamorato del progetto lo ha fatto in modo del tutto gratuito) della sua arte e della sua conoscenza musicale.
Io e Mario Abbate jr. ringraziamo di cuore Eddy.